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Una società Tecno-Logica oppure una società Logica? - Luigi Spiga

logica

Partendo dalla dicotomia Tecnologia - Logica vi proponiamo un viaggio in un mondo di innovazioni che sono utili all’evoluzione ed alla salvaguardia del futuro dell’Uomo e del Pianeta: quelle delle Tecnologie Appropriate.

Per il nostro futuro, per quello dei nostri figli, pensiamo sia più opportuno puntare su una società tecnologica o su una logica?

Premesso che ritengo che la scienza e la tecnologia siano utili e necessarie, ritengo che entrambe se non accompagnate dalla “mente della saggezza” portino poca utilità all’uomo ed al mondo. Di questo Goethe ragionò in modo potente già 150 anni fa in quello che viene chiamato il <<patto faustiano>>, concetto ripreso più di recente da Francisco Varela e Eleanor Rosch, e che Peter Senge riprende e definisce <<transfert tecnologico>>, cose specifiche di cui ho già trattato di recente in un articolo a cui rimando (Qual è l’innovazione di cui abbiamo bisogno?).

Che senso ha, per esempio, che i progressi della scienza medica ci possano consentire di vivere sino a 100 anni e oltre quando già a 50 anni l’economia non riesce più a valorizzare la gran parte delle persone e l’uomo rischia non di vivere a lungo, bensì di “sopravvivere a lungo”?

Negli ultimi 25 anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, oggi sono scontate cose inimmaginabili e non prevedibili neanche dal più ottimista di allora, come la telefonia mobile o internet, ma la società è migliorata altrettanto? I benefici ottenuti con l’automazione sono stati distribuiti tra i più o sono andati a vantaggio prevalente di pochi?

In quello che ormai è chiaramente un Mondo 2.0, secondo me facciamo cose nuove in modo vecchio. Ho appena ricevuto un preventivo per un sito internet molto innovativo, per la costituenda fondazione EVOLUTION 3.0, da un professionista che dovrebbe essere almeno 2.0, visto il suo campo d’azione, che mi ha elaborato un’offerta che stento a definire 1.0: attenzione al mondo con un’attenzione alla filosofia del progetto pari a zero, attenzione al cliente con ad esempio alla trasparenza pari a zero, attenzione al codice civile a proprio vantaggio ed al profitto completa, per un importo che con l’iva arriva verso i 10.000 euro per la sola prima parte, comunicato quasi senza alcuna spiegazione di cosa viene fatto, senza alcun piano di lavoro e calcolo evidente. Mah! Davanti ad un caso del genere non so se cambiare da subito il fornitore o provare a farlo evolvere.

A queste “cose nuove fatte in modo vecchio” preferisco di gran lunga le “cose vecchie fatte in modo nuovo”. Non sento bisogno dell’ultimo modello di iPhone o iPad, sento invece il bisogno di poter abitare in modo più sano piacevole, di poter nutrirmi in modo più sano e piacevole, di poter socializzare in modo più sano e piacevole, di poter lavorare in modo più sano e piacevole.

Ritengo che non conti tanto il <<cosa facciamo>>, conta il <<come lo facciamo>> ed ancor più il <<da dove lo facciamo>>, conta da quale motivazione interna, ovvero conta l’energia che ci mettiamo, conta la finalità che abbiamo, conta la presenza che ci dedichiamo.

Per affrontare scenari del tutto nuovi e con livelli alti di complessità, come quelli che ci si stanno presentando di continuo negli ultimi anni, e che stiamo affrontando con poco successo nella generalità, pensiamo che siano più utili i consigli che possono darci le <<esperienze tecnologiche>> che l’uomo ha sviluppato negli ultimi 10.000 anni, da quando inventò l’agricoltura, che ha accelerato negli ultimi 250 anni, da quando inventò la macchina a vapore, e che ha fortemente accelerato negli ultimi 25 anni, da quanto tutto è diventato via via digitale, oppure le <<esperienze logiche>> che la natura ha sviluppato negli ultimi milioni o miliardi di anni?

Allora abbiamo bisogno di cose tecnologiche o di cose logiche? Se concordiamo che la società è bene sia prima di tutto logica, le tecnologie che risulta naturale utilizzare sono quelle definite “appropriate”.

Si definisce <<tecnologia appropriata>> quella tecnologia che mostra particolare attenzione agli aspetti ambientali, etici, sociali, culturali ed economici delle comunità verso le quali si indirizza e si pone al servizio. Rispondendo a queste condizioni, rispetto ad altre tecnologie equiparabili, la tecnologia appropriata richiede meno risorse, la sua manutenzione è più facile, presenta minori costi ed ha minori impatti sull'ambiente.?

Di contro la tecnologia oggi dominante si sviluppa prevalentemente per logiche competitive e per creare un vantaggio più ai fornitori che agli utilizzatori, nonostante gli approcci di tipo “social” posti in essere da molte imprese, non sempre con un credo profondo.

Il sistema tecnologico dominante, si caratterizza per le seguenti proprietà: ??

  1. sono tecnologie concepite per funzionare di forma centralizzata sia nell'aspetto geografico quanto in quello dei processi decisionali;?
  2. sono tecnologie estremamente complesse ed esigono il concorso di specialisti per i processi di produzione, utilizzo e mantenimento;?
  3. sono tecnologie che hanno bisogno di un grande apporto di capitale e di investimenti;
  4. sono tecnologie concepite per una produzione in grande scala che presuppone una produzione in serie;
  5. sono tecnologie che contribuiscono all'estinguersi delle risorse naturali;?
  6. sono tecnologie che contribuiscono al deterioramento dei cicli ecologici attraverso l'inquinamento in gradi e forme differenti;?
  7. sono tecnologie che rendono impossibile tutto il lavoro creativo essendo tecniche alienanti.??

La tecnologia appropriata si usa invece essenzialmente per generare Salute, Lavoro, Autonomia locale, educazione, etc.

E' una tecnologia concepita per soddisfare le necessità essenziali e basiche di ampie fasce di popolazione di una determinata regione.

In grandi linee possiamo dire che alcune caratteristiche della tecnologia appropriata sono:

  1. la sua creazione ed il suo sviluppo non sono in funzione della domanda, giacché le necessità basiche non possono essere valutate in base al loro valore remunerativo;
  2. il guadagno non è il motivo principale della sua creazione e sviluppo;???
  3. è una tecnologia di scala molto minore di quella commerciale così da poter essere usata, mantenuta e gestita a livello locale;
  4. è di semplice concezione, cioè che può essere utilizzata da persone che non hanno un elevato grado di specializzazione, questo implica che la manutenzione e la riparazione dei macchinari possa essere svolta dagli stessi beneficiari;
  5. facilita la partecipazione tecnica dei destinatari e dei lavoratori;?
  6. punta alla massima utilizzazione delle risorse e dei materiali locali;
  7. punta all’utilizzo di forme energetiche rinnovabili e decentralizzate: irradiamento solare, vento, energia dell’acqua, etc.;?
  8. è una tecnologia che si sviluppa a partire dalle necessità di produzione di un settore delimitato territorialmente che assicura un sistema di basso costo di trasporto e commercializzazione delle merci;
  9. cerca di sviluppare al massimo la creatività locale;
  10. cerca di far partecipare i beneficiari in tutte le tappe dello sviluppo tecnologico, in modo da facilitarne l'appropriazione integrale ed il controllo permanente dell'insieme del processo;?
  11. è una tecnologia concepita d'accordo con l'ecologia locale, che cerca di mantene l'equilibrio degli ecosistemi fondamentali;
  12. non contribuisce all'inquinamento;
  13. considera l'uso delle risorse non rinnovabili in un ottica di solidarietà con le generazioni future;
  14. utilizza preferibilmente risorse naturali ed energetiche rinnovabili.

Un movimento che sta sviluppando e diffondendo a livello globale le tecnologie appropriate, basate su principi di tipo logico prima che tecnologico, e sul piano ambientale, sociale ed economico è, ad esempio, quello della Permacultura, che grazie alla recente edizione in italiano di uno dei suoi manuali chiave ora può avere più diffusione anche in Italia

Purtroppo queste cose sino ad ora le conosciamo in pochi e sono ancora meno coloro che hanno gli spazi e le possibilità per applicarle realmente. Sono cose che richiedono prima di tutto un cambiamento interno e profondo, e non hanno nulla a che vedere con i cambiamenti di facciata che molte organizzazioni pongono in essere per rispondere ad una normativa, per sfruttare un incentivo o per la moda della green economi in ottica di pseudo green marketing.

Sono cose che richiedono prima di tutto una sensibilità culturale, una voglia di conoscenze nuove che possono mettere in crisi i paradigmi retrostanti a quelle alle quali siamo abituati. Sono cose che dopo apprese richiedono un livello di onestà profondo, perché possiamo facilmente scoprire che la logica e le tecnologie appropriate vanno contro interessi precostituiti più grandi di noi e fermarci per paura o per non convenienza a cambiare la realtà.

Ci sembra così naturale che per avere un futuro il mondo ha bisogno di <<logica>> e di <<saggezza>> prima che di <<tecnologia>> e <<intelligenza>>, che ci viene da chiederci se nella classe dirigente oggi sono più coloro che non hanno appreso questa istanza, oppure sono di più coloro che l’hanno appresa ma non la praticano per le questioni di interesse di cui scrivevo sopra.

Luigi Spiga

 

mercoledý 16 aprile 2014 / Blog di Luigi Spiga / EVOLUTION 3.0

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