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Society 4.0 Revolution di Otto Scharmer

 

Society 4.0 è un modello evolutivo del capitalismo svilup-pato da Otto Scharmer e Katrin Kaufer nel libro “Society 4.0: from Ego-System to Eco-System Economies – Pre-sencing a Profound Shift in Society and Self”.

E’ un modello integrale di società del futuro, un modello a matrice nel quale con grande rigore epistemologico gli au-tori ripercorrono le diverse ere della civiltà umana, dalla Società 0.0, precedente alla rivoluzione dell’agricoltura dell’8.000 a.c. alla Società 3.0 del ventesimo secolo, andata in profonda crisi con l’inizio del nuovo millennio, come evidente da diversi anni nel mondo e più di recente in Italia.

I sintomi di questa crisi, di questo regresso del modello di società in cui siamo tutti nati e vissuti, sono secondo gli autori quattro “bolle” ormai patologiche:
• La bolla ecologica : ogni anno consumiamo 1,5 volte la produzione della Terra?
• La bolla del reddito : 2,5 miliardi di persone sulla Terra vivono ancora sotto la soglia della povertà?•
• La bolla della depressione : nel mondo i suicidi sono 3,0 volte gli omicidi?
• La bolla finanziaria : nel mondo il capitale in cerca di investimenti profittabili è 3,5 volte il prodotto lordo

Per presentare il modello riprendiamo una efficace recensione fatta dall’editore: <<Nel libro, gli autori rivelano come trattare con le tre profonde fratture del nostro tempo - ecologica, sociale e spirituale - e come l'essenza del reinventare la nostra economia e del reinventare il capitalismo ci impone di superare tutte e tre queste fratture.

La crisi del nostro tempo non è solo di finanziaria, economica, o di falli-mento della politica. Ci sono anche il fallimento intellettuale e quello spiri-tuale. Le persone a cui ci affidiamo per risolvere i problemi della società di solito cercano di farlo con il pensiero stesso che li ha creati. Pochissimi leader stanno affrontando le cause dei guasti del nostro tempo alla radice. Rispondono il più delle volte facendo di nuovo le stesse cose.

Questo libro parla di un nuovo tipo di risposta: un percorso di presa di co-scienza e di risveglio le nostre più profonde sorgenti intenzionali : la creati-vità e l'innovazione. Si esplora il modo di sfruttare le nostre riserve profonde della creatività individuale e collettiva come individui, come piccoli gruppi, come organizzazioni e come società collegate a livello globale. Le persone e le entità devono rafforzare la loro capacità collettiva di innovare avendo in mente il più alto potenziale futuro della società.

Storicamente, il capitalismo si è evoluto attraverso massicce ondate di in-novazione istituzionale che sono state innescata da gravi problemi sociali e da sfide. Otto Scharmer e Katrin Kaeufer dimostrano che il nostro tempo of-fre l'opportunità di un tale profondo rinnovamento e cambiamento.

Il punto cieco del pensiero economico e del capitalismo attuale riguarda come la coscienza e la consapevolezza influenzano il grado e la profondità di collegamento tra gli elementi vitali ogni sistema. Otto Scharmer e Katrin Kaeufer scelgono una prospettiva evolutiva, individuando i quattro livelli di consapevolezza che riguardano tutti i sistemi umani, sociali ed economici.

Questo libro illustra i sette interconnessi "punti dell'agopuntura", che in-sieme potrebbero spostare l'intero sistema ad uno stato superiore di funzio-namento: la "Società 4.0". Si conclude delineando un percorso pratico verso la Società 4.0 e la sua economia di profonda innovazione che incorpora tutte le principali istituzioni della società>>.

La tesi centrale per l'evoluzione della società è la necessità di ricongiungere “We Need to Relink” otto fattori, attraverso otto strategie chiave per pas-sare dall’attuale Society 3.0 alla Society 4.0. Ricongiungere perchè è stata l'evoluzione della società, dallo stadio 0.0, o naturale a quello 3.0 a creare tutte queste divisioni "Divide".

Quindi per risolvere i “divide”, che determinano i problemi oggi sotto gli occhi di tutti occorrono otto strategie chiave, che i punti leva sui quali agire. Per ognuno di questi gli au-tori hanno posto una domanda ed hanno provato a dare alcune risposte.

1. Come riconnettere l’economia con la natura : “Closed Loop Design”, “CSA”, ovvero dei sistemi produttivi circolari, dove la gran parte di ogni prodotto industriale può essere riutilizzata o riciclata facilmente.

2. Come riconnettere l’economia con i bisogni e la creatività dell’uomo: “BIG – Basic Income Grant”, e “BALLE – Bu-siness Alliance Local Living Economies”, ovvero il network nord americano di imprese sostenibili oggi in maggiore crescita, che come SoL Italy abbiamo proposto alle altre SoL europee di portare anche in Europa.

3. Come riconnettere l’economia finanziaria con quella reale: “Social Responsible Investing”, ovvero un nuovo modo di fare investimenti da parte di banche evolutive che già emergono in Germania, come la Triodos Bank e la GLS.

4. Come riconnettere tecnologia o ricerca e sviluppo con i propositi e bisogni umani: “3rd Industrial Revolution”, ovvero la terza rivoluzione industriale con la quale ci arriverà ad una progressiva diffusione dei mezzi di produzione dell’energia come già avvenuto per i mezzi di produzione dell’informazione.

5. Come riconnettere la leadership e l’apprendimento col futuro che vuole emergere: “u.school Hubs”, ovvero dei centri di diffusione dell’approccio all’apprendimento della Theory U con le nove modalità di apprendimento della ma-trice Scharmer dopo Kapler.

6. Come riconnettere i consumatori come fonte di creazio-ne del valore: dal Consumerismo al “CCC - Collaborative, Conscious Consuption”, ovvero il nuovo consumo consapevole e collaborativo.

7. Come riconnettere le parti e il tutto: “ABC - Awareness Based Collective Action”, ovvero una governance che basa l’azione collettiva sulla consapevolezza.

8. Come riconnettere la proprietà con l’uso ottimale da parte della società: “Commos Based Property Rights”, ovvero diritti di proprietà basati sulle “Commons”, le risorse comuni.

Queste ipotesi nel libro sono supportate da casi importanti. Ma la domanda rimane aperta ed è per tutti noi, chiamati a co-creare la società del futuro.

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Non sono temi del tutto nuovi, sono elaborazioni successi-ve di quanto già diffuso da anni da Otto Scharmer con la Theory U, e la sua parte dedicata alla dimensione Mundo, che alcuni anni fa mi fecero scrivere alcuni brevi saggi che riporto di seguito.

<<La battaglia dei nostri tempi>> e il <<Capitalismo 3.0>> di Otto Scharmer.
Negli ultimi tempi è diventato chiaro dal numero e dalla dimensione delle crisi che il mondo attraversa in ogni ambito che siamo ormai arrivati alla fine di un'epoca ed all'inizio di un'altra.

Quello che invece è meno chiaro che i problemi nuovi che la nuova epoca ci sta riservando non possono essere risolti con modi di pensare e strumenti vecchi, ma richiedono modi di pensare e strumenti nuovi, che nascono dall'unione di scienze nuove, saggezze antiche ed una nuova visione della società umana.

Un cambiamento epocale è quindi ormai inevitabile.

Ma questo cambiamento per la gran parte di tutti noi non facile vederlo, comprenderlo, accettarlo, considerarlo qualcosa che ci riguarda, a causa di filtri percettivi, abitudini ripetitive, modelli mentali e ortodossie collettive che bloccano l'apprendimento : spesso non si riconosce quello che si vede, non si dice quello che si pensa, non si fa quello che si dice, e non si vede quello che si fa, narra Otto Scharmer nella sua rivoluzionaria opera che è la Theory U.

Dice Jack Jacometti – Vice President SHELL, di quest'opera ciclopica che riguarda innovazione, cambiamento e leadership per la nostra Era, sui piani quattro piani individuale, di gruppo, di organizzazione e di grandi sistemi : <<Sebbene molti sono d'accordo con l'osservazione di Einstein che dice : “Non si può risolvere un problema con lo stesso livello di consapevolezza che lo ha originato”, il punto chiave rimane : come realizzare questo spo-stamento? La Teoria U offre un'unica integrale prospettiva, combinata con un approccio pratico, per indirizzarci verso i grandi problemi che ci pre-senta il mondo di oggi >>.

Avrete quindi capito che il titolo non parla di una battaglia militare, e nean-che di una battaglia economica, ma è una battaglia tra due epoche e tra due paradigmi di pensiero, che ci riguarda tutti, veramente tutti, sulla terra, sino all'ultimo essere umano.

Peter Senge e Otto Scharmer ponendosi il problema della tenuta della civiltà dell'uomo alcuni anni fa hanno intitolato l'epilogo del loro libro Presence <<finita la società dell'Uomo, possiamo sperare in una civiltà dei Gorilla>>. Secondo Peter Senge l'economia, la società e l'Era industriale ormai sono arrivate alla fine perché sono insostenibili e ci si presenta davanti un possibile futuro migliori che possiamo chiamare l'Era della Natura e dell'Uomo.

Nella sua prefazione a Theory U, Peter Senge riprende il tema delle crisi po-litico-sociali , visti i grandi e irrisolti problemi dei nostri tempi come il cambio climatico, la paralisi politica, la corruzione, la fame, la povertà, i fal-limenti di imprese. E individua due strategie di reazione oggi dominanti, tutt'altro che creative ed evolutive, bensì piuttosto retrograde, che sembrano opposte, ma che hanno anche aspetti in comune, e non risolvono più nulla, che definisce <<muddling throw>> e <<fighting back>>.

La prima, <<muddling throw>>, tipica dei paesi occidentali di oggi è un mix tra il preservare lo status quo e la convinzioni che il progresso scientifico e le affascinanti nuove tecnologie miglioreranno la nostra vita. Il motto è <<andiamo avanti, andiamo avanti>> a qualunque costo esterno aggiungo.

La seconda, <<fighting back>>, è tipica di tutti gli oppositori dell'America e della sua politica, ed è quindi un tornare indietro : lo è stato il fondamentali-smo statalista da “homo sovieticus”, e lo è stato più di recente il fondamen-talismo islamico da “homo religiosus”.

Ma guardate che anche la prima reazione è di tipo fondamentalista, ed è il fondamentalismo dell' “homo economicus”, per il quale certi risultati eco-nomico-finanziari personali e della propria impresa vanno perseguiti “a qua-lunque costo”, spesso dimenticandosi dell'Etica e anche della Legge.

Per Senge l'Era industriale del <<take, make, waste>> (prendi, produci, spreca) non è più sostenibile, soprattutto nel momento in cui oltre a meno di un miliardo di americani, europei e giapponesi scoprono la chiave dello svi-luppo, e lo reclamano anche oltre 2 miliardi di Cinesi e Indiani, ad esempio.

Ma esaminiamo ora direttamente il pensiero di Otto Scharmer traducendo le sue parole.

<<La battaglia dei nostri tempi>> prima di essere il titolo dell'articolo è il titolo del paragrafo con cui Otto Scharmer inizia l'epilogo del suo libro Theory U, di cui traduco integralmente i primi significativi passaggi.

<<Con l'inizio di questo millennio siamo entrati in una fase di crescente tensione tra due principali schieramenti di forze in conflitto. Da una parte vediamo una drammatica accelerazione delle forze del fondamentalismo (religioso, statalista ed economico), della manipolazione e della distruzione. Giorno per giorno i sintomi di questo dramma ci si presentano davanti sulle pagine dei giornali quotidiani. Vediamo l'accelerazione di un processo che sta morendo e la disintegrazione del vecchio sistema sociale.

Dall'altra parte noi testimoniamo il crescere di un profondo processo di apertura che si verifica intorno al mondo quando più gruppi di persone ini-ziano a diventare consapevoli e connesse col profondo significato della loro cammino di vita. Nuove reti sociali e campi di vita “presente” stanno ve-nendo alla luce.

Giorno per giorno, settimana per settimana entrambe queste forze sembrano amplificarsi allo stesso tempo>>. E continua dicendo che le prime forze riducono la libertà delle persone e considerano le persone come oggetti, mentre le seconde forze, dove internet ed i social network hanno un ruolo facilitante, aumentano la libertà delle persone e le considerano come soggetti.

Otto Scharmer scriveva tutto questo nel 2007, prima della crisi finanziaria dell'autunno 2008 e l'elezione di Barak Obama, e prima dei numerosi fatti mondiali significativi degli anni successivi, come la crisi dei voli aerei causata dall'eruzione del vulcano islandese, il disastro della piattaforma BP nel Golfo del Messico, i sollevamenti popolari nel Nord-Africa e la crisi nucleare in Giappone a causa dello Tsunami.

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Scriveva invece in un suo documento presentato al World Economic Forum del 2010.

<<Spostamento Tettonico. Viviamo in un'epoca di enormi cambiamenti nelle istituzionali e nella società. Nel corso della mia vita ho visto accadere quat-tro grandi spostamenti tettonici a livello globale: il crollo del Muro di Berlino nel 1989, il crollo del sistema dell'Apartheid nei primi anni '90, l'ascesa del World Wide Web alla fine degli anni '90, e l'ascesa dell'Asia come nuovo centro di gravità dell'economia mondiale del 21° secolo nel corso degli ultimi tre decenni. Quattro importanti cambiamenti tettonici. … Anche se l'impatto di questi quattro cambiamenti è stato monumentale, personalmente ritengo che il più grande di tutti i cambiamenti deve ancora venire. Si tratta di un cambiamento che non si occupa di una trasformazione tecnologica, ma di una trasformazione sociale: la trasformazione dei rapporti tra imprese, governi e società civile, per passare dalla manipolazione e dal confronto verso il dialogo e la co-creazione. Lo scopo di questo cambiamento relazionale sarà quello di facilitare una profonda innovazione a livello dell'intero ecosistema.>>

<<Diviso Tra Due Mondi. Oggi, i leader e i responsabili del cambiamento in tutte le istituzioni sono divisi tra due mondi: da un lato si trovano a con-frontarsi con un insieme di sfide della leadership del 21° secolo senza pre-cedenti, e dall'altro si trovano attrezzati con un kit di strumenti di gestione del 20° secolo che è inadeguato a risolvere i problemi che incontrano. Tra questi due mondi si spalanca un abisso che oggi i leader faticano a colma-re.>>

Tra le macerie dell'Era industriale e della società del XX secolo che si disin-tegrano perchè non sono più Sostenibili per numerosi motivi sociali, am-bientali, di risorse naturali, economici e politici, stanno nascendo nuove vite, nuove piantine, sta nascendo una nuova società che Otto Scharmer denomina Capitalism 3.0. Il modello del Capitalism 3.0 si basa secondo Otto Scharmer su due idee principali. La prima presuppone tre fasi nell'evoluzione del capitalismo occidentale:

il Capitalismo 1.0: il libero mercato o laissez-faire del 19° secolo e del neo-liberismo di fine 20° secolo, regolato prevalentemente dagli shareholder (focus sulla crescita);

il Capitalismo 2.0: un capitalismo più regolato dagli stakeholder in stile eu-ropeo da 20° secolo e Keynesiano (focus sulla ridistribuzione);

e il Capitalismo 3.0: un capitalismo, non ancora realizzato, intenzionale, in-clusivo, un'economia a ecosistema che aggiorna la capacità di collaborazione e innovazione in tutti i settori della società (focus sull'innovazione di ecosistema).

La seconda idea individua sette dimensioni chiave e categorie di pensiero economico che devono essere riformulate in modo da spostare il sistema economico dalla fase 2.0 a quella 3.0. : Natura, Lavoro, Capitale, Tecnologia, Leadership, Coordinamento e Consapevolezza dei cittadini.

Per chiudere un esempio vivente di questa “nuova linfa”, un nuovo di nuove organizzazioni a livello di imprese in U.S. è BALLE – Business Alliance Local Living Economies.

Da ultimo una domanda al lettore : quale è per te la soluzione, tra il mante-nimento dello status quo del capitalismo regolato 2.0, il regresso al capitali-smo più libero 1.0, o l'evoluzione verso il capitalismo 3.0 ?

Stando consapevoli che questa evoluzione verso il capitalismo 3.0 non è fa-cile perché va verso un territorio nuovo che richiede prima di tutto dei valori etici oggi piuttosto dimenticati nella nostra società.

 

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